Repubblica 10 Marzo 2006.
Presentata la raccolta dei suoi scritti "Ahi serva Italia"
L'appello di Camilleri e Sartori "Impariamo da Sylos Labini"
il
ricordo
ROMA - L'ultimo appello di Paolo Sylos Labini e' una disperata
invettiva dantesca: "Ahi serva Italia". Un pamphlet politico ideale da
gettare sul
dibattito politico di un'Italia dove, come ha scritto, c'e' ormai una
frattura profonda tra politica e morale. Un solco che Sylos Labini non
si era mai stancato di cercare di colmare. Voleva che il suo appello
arrivasse ai cuori della gente prima delle elezioni. E c'e' riuscito.
Un appello a che l'Italia si ribellasse a quello che non si e' mai
stancato di definire un governo della filibusta, il governo Berlusconi.
Aveva iniziato a pensare il pamphlet il 7 novembre e oggi arriva in
libreria. Prima delle elezioni, come voleva lui. E' la casa editrice
Laterza a pubblicare la raccolta dei suoi articoli pubblicati
dall'Unita' e dal Sole 24 Ore e curati dal giornalista Roberto Petrini.
E' un testamento morale e politico quello che e' stato presentato ieri
a Roma da Andrea Camilleri, Paolo Sartori e dai figli di Sylos Labini
Francesco e Stefano. Erano in tanti nella sala a raccogliere il suo
messaggio. Luigi Spaventa, Giorgio Ruffolo, Antonio Maccanico, Furio
Colombo e i suoi amici.
Quelli che sorridevano al ricordo del suo estro "quasi fanciullesco",
come l'ha definito Andrea Camilleri, e del suo carattere bizzoso. Al
suo dire le
cose come stavano. Si commuove due volte Giovanni Sartori a ricordare
l'amico. E sembra quasi accampare una scusa nell'abbreviare le sue
parole. "Ho
sottolineato i pezzi che volevo leggervi - dice Sartori - con un
evidenziatore giallo, ma questa luce non mi fa piu' vedere il colore".
Una cosa pero' vuole ricordare Sartori, la capacita' di Sylos Labini di
saper demonizzare il governo Berlusconi. "Perche' non devo demonizzarlo
se e' un demonio?" diceva l'economista. "E io sono d'accordo con
lui - ha detto Sartori - perche' se una cosa e' orribile bisogna dirlo
non mascherarlo. Sylos Labini e' stato il testimone di un'Italia che
non si arrende". Lui non si e' arreso fino alla fine e per questa
tenacia ha voluto ringraziare quanti gli hanno dato speranza. "Un
elenco di nomi, cinquantasette persone in tutto - ha ricordato
Camilleri - che agli occhi di Paolo sono contrassegnate da una comune
volonta' di resistenza". Che e' poi e' tutta nell'appello accorato che
conclude il volume e che si rivolge anche agli uomini del
centrosinistra: "Recuperate gli ideali della vostra giovinezza".
(b. ard.)