All'etÃ
di ottantacinque anni è morto l'Economista Sylos Labini. Sylos,
professore universitario di economia politica, polemista energico, si
definiva un "vecchio arrogante e presuntuoso" – ma solo quando era
sicuro di essere nella ragione aggiungiamo noi - è stato prima di tutto
uno dei più grandi economisti degli ultimi sessanta anni. La sua
passione era la tecnologia - da giovanissimo voleva intraprendere gli
studi di ingegneria ma poi si laureò in Giurisprudenza (la facoltà di
Economia non esisteva) con una tesi sugli effetti del progresso della
tecnologia. Per Sylos il progresso tecnico costituisce una variabile
fondamentale del sistema economico poiché incide sulla produttività ,
che in sostanza vuol dire ottenere lo stesso livello di produzione
utilizzando minore lavoro e macchine.
E proprio l'enorme incremento continuo di produttività ha permesso
negli ultimi due secoli un progresso di benessere per la classe
lavoratrice mai sperimentata prima di allora. Ha consentito di dedicare
una parte sempre minore della vita di ognuno al lavoro ed allo stesso
tempo un aumento enorme dei livelli di benessere. Ecco quindi la
passione civile di Sylos, quando vede un sistema economico che si
evolve "nel tempo" e crea benessere, svincola i lavoratori da giornate
massacranti di lavoro, consente a tutti di avere accesso all'istruzione
ed alla cultura. Il progresso tecnico dona al contempo ricchezza e
tempo libero. A questo punto ognuno sarà libero di farne quel che
vorrà , Sylos disse una volta che in fondo "fare i soldi" non è poi così
difficile, il problema è che occorre impiegare molto tempo e quindi
sottrarlo ad attività più interessanti come il teatro, la lettura e la
musica. Dietro questa visione "classica" del sistema economico si è
sempre avvertita la forte presenza di quello che amava considerare "un
suo amico": Adam Smith.
Nel 1776 Smith con la Ricchezza delle Nazioni aveva capito che il
"mercato" aveva la forza di incanalare gli sforzi degli individui che
si occupano dei loro interessi, ma allo stesso tempo l'individuo di
Smith, lungi dall'essere il freddo calcolatore che è oggi diventato l'homo oeconomicus ,
doveva farsi largo nella società senza imbrogliare e sgomitare, con
fair play ed un forte senso della morale. Inoltre, e qui di nuovo Sylos
rimaneva estasiato di fronte alla profonda comprensione di Smith, tale
forza del mercato doveva essere sorretta e guidata da Istituzioni, in primis
regole e giustizia, senza le quali crolla l'intera impalcatura del
sistema. Sylos aveva anche "fatto i conti" con Marx – come chiunque si
occupasse di teoria economica negli anni cinquanta.
Ed il verdetto era negativo sulla parte "profetica" di Marx circa il
dominio del proletariato, in quanto colpevole di non aver saputo vedere
l'emergere della classe media connaturata al sistema capitalista;
mentre salvava il Marx economista in particolare quando si occupa di
sviluppo e ciclo economico. Ma a chi gli chiedeva cosa ne pensasse
dello sfruttamento
della classe proletaria – punto di forza dell'analisi marxiana –
rispondeva ancora tornando al suo Smith, dicendo che cento anni prima
aveva già visto il problema dello svilimento del lavoratore imperniato
nelle catena di montaggio ed aveva già offerto la sua soluzione:
l'istruzione. Quest'ultima permetterà ai lavoratori di elevarsi da una
condizione di miseria.
Nella sua lunga carriera non ha mancato di affrontare i problemi del
sottosviluppo nei Paesi del Terzo Mondo. Partendo come di consueto da
un'analisi degli autori classici, ad esempio la legge della popolazione
di Malthus, propose una "stagione di riforme" per un mercato orientato
allo sviluppo, un ideale di sviluppo civile e tre centri europei e la
promozione di un programma di ricerca mondiale per affrontare il
problema del sottosviluppo.
Una visione complessa la sua, profonda e convinta, appassionata e
concreta, lo studio della teoria economica deve portare alla
determinazione di un sistema economico al servizio della collettività ,
ed uno sforzo particolare deve essere fatto per chi ancora oggi muore
di fame: questa è la lezione di cui tutti noi saremo debitori al
Professor Sylos Labini, polemico appassionato e teorico eccellente.
"Per cercare di interpretare l'evoluzione economica delle diverse
società dobbiamo considerare insieme tre aspetti fondamentali: la
cultura, le istituzioni, le risorse naturali", il mondo è una cosa
complicata, e l'economista non può non tenerne conto altrimenti le sue
teorie non servono a nulla.